AL MIO BORGO
Valle sconosciuta al prospero venire,
che vigilasti Annibale esigente accesso,
nascondi agli occhi dei più
quel figlio dei secoli e della roccia,
rapito un tempo dal crudele bacio francese.
Il fiume che ben conosci,
e che disseta le tue speranze,
solca l'abbraccio materno…
ma l'aquila aggrappata alla chiusa divina
protegge presuntuosa colui che è stato e colui che sarà.
Dai Malatesta, ai Guidi, alla Sforza
amarono tal seme di mille violenze,
borgo meraviglioso e porto di santi o maledetti,
che lo raggiunsero una sola notte
e lo ricordarono per sempre.
Temendo infine il forestiero bramar la sua bellezza
ti rifugiasti scontrosa dall'Alta Piana alla Campigna,
mentre le tue grinzose mani modellavano,
silenziose e pigre,
quel mite covo che oggi chiamiamo Cusercoli.
Andrea Mariotti

