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Appennino Romagnolo

L'Appennino romagnolo ricopre una vasta area del nostro territorio provinciale, una realtà fatta di storia, cultura, tradizioni, agricoltura e turismo. L'economia in questa parte della Romagna si sviluppa dal mare ai monti, e trova la sua espressione più genuina in rigogliose valli come quella del Bidente. Essa, una delle più suggestive del comprensorio forlivese, si allunga sull'alveo del fiume da cui prende il nome, da Meldola fino a Santa Sofia, passando per Cusercoli, Civitella e Galeata. Disseminata di rocche, castelli e torri medievali, è altresì ricca di attività artigianali, che hanno tramandato antiche abilità, coniugandole spesso e necessariamente con numerose innovazioni tecnologiche. Degni di menzione sono la zootecnia, l’allevamento biologico e l'agricoltura biologica. Fra le attività artigianali ricordiamo le tele stampate a ruggine, la produzione di mobili rustici, la lavorazione della pietra serena, del ferro battuto, la produzione dei rosari esportati in tutto il mondo e l'intreccio dei vimini per manufatti artistici e souvenirs. Terra di sagre, feste paesane, ottimi vini, prelibata gastronomia, la Valle del Bidente custodisce fra i suoi preziosi gioielli anche il celebrato tartufo. Già noto ed apprezzato ai tempi dei Romani, questo fungo, costoso e molto ricercato, ha un profumo penetrante e un caratteristico sapore. La qualità del tartufo bianco pregiato che si raccoglie nella valle del Bidente è stata riconosciuta da autorevoli esperti del settore. Per questo motivo è stato introdotto a pieno titolo fra i prodotti tipici della Romagna.Sempre in questa zona si raccoglie quello bianco, considerato il più pregiato tra tutti i tartufi commestibili. Nell'area interessata (Voltre, Bonalda, Monte Bruchelle, Seggio e Montevecchio), caratterizzata da un atipico terreno calcareo-argilloso, il tartufo cresce più irregolare ma molto compatto, profumato e si presta ad una più lunga conservazione. La gastronomia bidentina che si ricollega alla promozione del pregiato tubero ha come riferimenti non solo le sagre, ma altresì vari negozi di alimentari, agriturismi e ristoranti locali.

L’Appennino Romagnolo, per il suo territorio particolarmente predisposto alla maturazione del tartufo bianco, fa parte di un progetto denominato “Leader II” e promosso dal GAL (Gruppo di Azione Locale) e da “l’Altra Romagna”. Costituito nel 1994 fra soggetti privati (Soc. Promoappennino, Confesercenti di Cesena, CIA di Forlì, A.G.C.I. di Forlì) e pubblici (Provincia di Forlì- Cesena, Comunità Montane Cesenate e Forlivese), il GAL svolge la funzione di “agenzia di sviluppo”, erogando servizi di animazione socio-economica, di promozione territoriale e della piccola-media imprenditoria, di qualificazione delle attività economiche esistenti nel territorio. Il programma “Leader II” (Liason Entre Action de Developpment de l'Economie Rurale), nato dal Regolamento CEE 2052/88 sulla riforma dei Fondi Strutturali, ha tra i suoi principali obiettivi quello di attivare una serie di iniziative dimostrative dello sviluppo rural in aree limitate, mediante l'erogazione di finanziamenti provenienti dai tre Fondi Comunitari, quello di promuovere la creazione di Gruppi di Azione Locale come soggetti attuatori dello sviluppo, quello di individuare e sperimentare soluzioni innovative e dunque di incentivare lo sviluppo di iniziative nei diversi settori economici e sollecitare lo scambio di informazioni a vari livelli. In questo contesto innovativo si delineano il rilancio del prodotto turistico, la valorizzazione e commercializzazione delle produzioni agroalimentari tipiche e di qualità, e infine la promozione e il sostegno delle imprese artigiane che operano per il recupero di particolari prodotti di artigianato artistico tradizionale e formazione delle risorse umane.